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Pensieri generici

Buon 2020

Buon 2020 a tutti! Si, mancano poche ore alla conclusione di questo anno. Quali pensieri e considerazioni poter fare in vista di un nuovo anno?

Se rappresentiamo in maniera astratta nella nostra mente l’anno, chiunque di noi sarà portato a immaginare a un cerchio. Una cosa ciclica. In effetti, mese dopo mese, assistiamo alle stagioni, a cose che girano, quasi fosse un cosmo. E il nostro posto dove sta? Al centro!

Ed ecco quindi che se la nostra posizione è al centro, dobbiamo imparare ad essere il centro delle cose. Perché, in fin dei conti, siamo noi che “manipoliamo” le cose della vita, che stanno proprio attorno noi. La società, il lavoro, i sistemi economici, il rapporto umano, la natura… tutto va avanti secondo i nostri comportamenti e secondo le nostre decisioni.

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Talvolta siamo ciechi. Sordi. Ignari. Ignoranti. Non nasce nei nostri cuori la necessità di voler provvedere ai quei cambiamenti che danno una risposta concreta alla soluzione dei problemi. Egoisti che guardano solo al risultato che comoda a se stessi. E’ un peccato, perché se il vaso si rompe è causa nostra e se abbiamo anche la possibilità di aggiustarlo, dipende ovviamente da noi.

Allora l’augurio per questo nuovo anno 2020, è rivolto a chiunque abbia il coraggio di potersi mettere una mano sul corrispettivo cuore per provvedere, nel proprio “piccolo” a salvare le cose positive e a migliorare quelle che ancora positive non sono. Eh si. Parliamo sempre di cose negative e che tutto va male. Non è assolutamente vero! Le persone che fanno bene e del bene ci sono e ci saranno sempre. Coloro che mantengono le tradizioni ci sono e continueranno ad esserci, ma sempre nel silenzio.

Un mio invito è quello di fare silenzio per ascoltare anche il silenzio di tutti coloro che cercano di rendere un’umanità possibile senza fare molto rumore. Credo sia una bella occasione per vivere un’esperienza personale. Essere testimoni, dunque, e fare testimonianza.

Se allora impariamo a guardare il centro di noi stessi, comprenderemo che noi siamo al centro delle cose e che tali funzionano perché noi abbiamo fatto centro! Buon anno di cuore a tutti!

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Salute&Società

Nutri-Score… un semaforo sul cibo

A quanto sembra, anche sul cibo abbiamo un semaforo… delle regole… dei limiti. Un qualcosa che aiuta più o meno a saper scegliere. Salutare? Il semaforo o le varie risorse alimentari?

E’ assurdo, a mio avviso, che all’interno di un supermercato in cui io mi reco a comprare dei prodotti alimentari, io sia indotto a trovare quest’ultimi con un bollino rosso, ovvero da non acquistare perché non salutare. Ora, la domanda di fondo è la seguente: che senso ha produrre degli alimenti e commercializzarli quando poi vengono etichettati con un bollino giallo, arancione o rosso?

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Se oggi la politica italiana ci presenta un Matteo Salvini furioso, online spunta già uno dei primi siti web per poter consultare i vari prodotti e capire se i rapporti nutrizionali possono essere posizionati su una categoria piuttosto che un’altra. Ecco il link di riferimento: https://it.openfoodfacts.org

Certamente fa sorridere dunque come in Europa si produca e commercializzi prodotti che poi vengono etichettati su una scala alfabetica e cromatica mentre nei paesi del Terzo Mondo esistano bambini o persino intere popolazioni cui cibo lo possono vedere con il binocolo. Per non parlare dei numerosi clochard o poveri presenti in ogni nostra città. E pensate alla colletta alimentare. I volontari o persino la Caritas, come divideranno i generi alimentari? Anche seguendo i vari colori?

Pure su questo fronte alimentare, dove possiamo cercare di intravedere una visione più centrale delle cose? Sicuramente mettendosi una mano sulla coscienza e facendo appello a tutte le istituzioni al fine di controllare le aziende produttive per “sfornare” prodotti salutari e mettendo a disposizione gli stessi prodotti alle varie popolazioni che, talvolta, soffrono persino per la mancanza di acqua.

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Politica

Sardine? Chi sono?

Ma chi sono? Che cosa fanno? Qual’è l’obiettivo? Per chi? Una delle prime cose che mi hanno insegnato a scuola quando bisognava fare un tema o un’articolo o semplicemente l’analisi logica era il farsi una domanda.