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Pensieri generici

Torniamo a mettere al centro l’educazione…

In un articolo su: https://www.orizzontescuola.it/torniamo-a-mettere-al-centro-leducazione-non-il-covid-lettera/ leggo un’articolo dal titolo: “Torniamo a mettere al centro l’educazione, non il covid”.

Sono felice che finalmente si inizi a pensare così. In che senso? Nel senso di mettere al centro le cose… determinate cose o pensieri. Come ho sempre detto, mettere al centro un valore piuttosto che un’altro è dire a se stessi e agli altri che che è giusto fare così, perché tutto è incentrato su una determinata cosa. Avete mai sentito l’espressione: “palla al centro?”. La palla, diventa il centro del campo, perché si trova al centro di uno spazio che ruota intorno a delle persone.

Ma torniamo all’articolo pubblicato su Orizzonte Scuola un paio di giorni fa dove Gianni Mereghetti invia al Direttore questa lettera:

Carissimo direttore, inizia la scuola dopo mesi e mesi online e ciò che domina sono l’incertezza e l’apprensione per le regole. Quando è così non è un inizio, viene messo in secondo piano, quasi del tutto nascosto, il fascino del ritornare in classe, la meraviglia che si prova davanti a compagni e professori, il gusto di poter sondare dentro la grande sacca della conoscenza. Per ricominciare la scuola non ha bisogno in primo luogo di regole e prescrizioni, ha bisogno della passione che muove il cuore, che sprigioni tutta la sua energia verso il mistero della realtà. Oggi di questo abbiamo bisogno, non di persone nervose e incerte, non di persone in ansia per le regole che devono essere applicate, ma di presenze che vogliono tornare a solcare il vasto mare del sapere, di presenze che hanno a cuore il destino della vita. Oggi parliamo tutti delle regole, ma chi degna di uno sguardo umano al bambino, alla bambina, al ragazzo, alla ragazza, che solcano la porta della classe per riprendere l’avventura della conoscenza? Faremmo bene a dedicare più del nostro tempo alle ragioni per cui si vuole tornare a scuola che non stare a discutere di regole che sono quelle e si devono semplicemente applicare! Ci vuole una svolta radicale, mettere di nuovo al centro l’educazione, e questa è una conversione della mente e dell’affetto, perchè oggi al centro vi è tristemente il covid.

Scuola nel 2020

L’inizio della scuola è sempre stato, in un certo senso, un rito che avvolge un’emozione dentro sé stessi, le nostre famiglie e i nostri educatori. Dalla parte degli studenti, la voglia di riprendere un cammino, che parte dalla conoscenza personale alla conoscenza degli altri mediante il desiderio di incontrare nuovi compagni di scuola o rivedere quelli degli anni passati. Le nostre famiglie che accompagnano i figli il primo giorno di scuola all’inizio di un percorso scolastico, segnano la propria vicinanza. Gli educatori, sono il simbolo dell’educazione, perché hanno proprio il compito di educare quel bambino, quel ragazzo e quel giovane che ogni anno cresce sempre più. La prima riflessione parte proprio da qui: la famiglia che è il centro di uno studente che ha il compito di trasmettere quelli che sono i valori dell’umanità, della formazione e dell’educazione.

E’ proprio parlando di educazione che parte la seconda riflessione. Ma che cos’è, in fin dei conti, l’educazione? L’educazione, dal verbo latino, significa educere ovvero tirar fuori ciò che sta dentro. Cosa dobbiamo tirar fuori, allora? I veri valori, quelli belli, quelli che esprimono gentilezza in una persona. Tuttavia essere educati è anche rispettare sé stessi e gli altri. Educare sé stessi e gli altri, è avere rispetto per la propria vita e anche per gli altri. Una banalità: il saluto, il ringraziamento, il chiedere scusa, usare il buon senso, bussare alla porta, non essere cattivi. Sembra il Vangelo…

Torniamo allora all’approfondimento della lettera pubblicata su questo sito web. Si parla di amore, si parla del fascino di voler insegnare piuttosto che di apprendere…. Tutto vero, tutto bello… ma? Ma l’educazione parte proprio da qui: il covid. L’articolo parla del fatto che è necessario avere amore verso la scuola, ma è difficile averlo, perché al centro abbiamo il covid e che dobbiamo smettere di pensare alle regole che questa pandemia ci sta portando. Beh… mi resta poco da concludere in tutto ciò, perché quello che voglio commentare, l’ho già scritto all’inizio della riflessione. L’educazione, è il rispetto di sé stessi e degli altri anche di fronte a questo terribile covid; il rispetto delle regole in quanto è il seguire le regole che ci porta ad avere rispetto per tutta la nostra grande o piccola comunità in cui viviamo. Certo, è difficile tornare a scuola con queste imposizioni… ma sono queste che generano veramente amore per la scuola! La scuola è proprio qui, ovvero l’amore nell’insegnare l’educazione ovvero il significato del rispetto. Se passo con il semaforo rosso… farò un’incidente! Questa è una semplicissima regola, ma che porta educazione e quindi rispetto per me e per gli altri.

E così, una riflessione generale sulla dura realtà che stiamo vivendo. Non è certamente facile, anzi… non lo è proprio per niente! Ma è proprio seguendo semplicissime regole che, forse, potremmo arginare il problema. Non è sparito e non sparirà subito, ma sicuramente potremmo viverlo con più sicurezza e prevenzione: una mascherina, un gel e una distanza. Se questo, può aiutarci… facciamolo e avremo educazione ovvero rispetto, cioè amore per noi e per gli altri.