Categorie
Politica

Sardine? Chi sono?

Ma chi sono? Che cosa fanno? Qual’è l’obiettivo? Per chi? Una delle prime cose che mi hanno insegnato a scuola quando bisognava fare un tema o un’articolo o semplicemente l’analisi logica era il farsi una domanda.

Chi? Quando? Dove? Perché? Ve le ricordate? E se ci pensiamo bene anche in un business plan o in qualsiasi altra cosa è necessario porci una o più domande. Il senso è finalizzato a comprendere al meglio ciò che ci stiamo ponendo. E così, oggi mi pongo queste domande su un tema che sta spopolando su tutta Italia. Dunque, torniamo alla domanda principale: ma chi sono queste sardine? Ho fatto una ricerca sul web e ho letto un bell’articolo redatto dal giornale “Panorama” e per chi volesse approfondire, lascio il link: https://www.panorama.it/news/politica/sardine-storia-movimento-nome-lega-salvini/.

Molto bene. Le sardine sono un movimento. Ok. L’ideatore è Mattia Santoni, 32 anni, laureato in Scienze Politiche. L’idea, spiega, nasce nel corso di una notte insonne e sardine deriva dall’esigenza di stare tutti attaccati, come in una scatola di sardine, e ritrovarsi nelle piazze italiane contro la Lega con particolare riferimento, quindi, a Matteo Salvini. Fino a qui, ok. Andiamo oltre. L’invito, specifica che chi chiunque desideri partecipare non porti nessuna bandiera, che non rappresenti nessun partito e che non ci sia nessun insulto. Lodevole come cosa. E dopo? Il risultato?

Torniamo al centro! Alcune riflessioni. Innanzitutto lancio una freccia a favore di questi ragazzi che hanno avuto questa idea. Bella, sostenibile, creativa… qualcosa di nuovo. E’ come un raggio di sole che penetra nelle nubi, che toglie quella nebbia. Andare contro Salvini, insomma. Manifestare educatamente e silenziosamente di fronte ad una politica severa e a delle idee che potrebbero richiamare il passato creando pesanti conseguenze. Quindi una piazza ha tirato un’altra e l’Italia, piano piano, si è riempita di sardine. Che puzza… mi verrebbe da dire! Ma è l’odore delle persone, di chi si ribella in maniera pacifica ed educata senza rovinare le città e senza costruire odio.

Photo by PublicDomainPictures on Pixabay

Bello, interessante. Nuovo e un qualcosa di diverso. Mi faccio una domanda: e quindi? Cioè, dopo queste manifestazioni, cosa si conclude? E’ questo il problema secondo me: il vuoto. E’ indubbiamente e finalmente nobile assistere ad una manifestazione di questo tipo, ma se non ho un’idea di fondo, un’interesse, un pensiero… che cosa concludo? Mi viene da pensare allora che siamo una generazione superficiale in cui possiamo avere delle idee, le proponiamo, le realizziamo, ma non sfociano in alcun fondamento… sono prive di concretezza.

Mi dispiace dire così, ma credo sia l’amara verità. Ora, posso apprezzare una manifestazione in piazza senza urla, senza bandiere e partiti politici, ma cosa dico? Cosa faccio? Qual’è il senso a tutto ciò? Il senso è andare contro un partito politico, ma la domanda allora che dovremmo porci noi tutti è: come posso concretamente impegnarmi per proporre qualcosa di diverso che superi le difficoltà in cui oggi siamo chiamati a cercare, da soli e con le nostre forze, per cercare di risolvere?

Mi viene quasi da pensare che siamo un popolo di persone senza idee e pensieri che inseguono l’idea o la persona che emerge in un determinato momento. Siamo pecore? Direi proprio di no! Allora torniamo al centro, a darci un obiettivo con intelligenza e mettendo passione e creatività. Lo dico semplicemente perché ho speranza e sopratutto perché siamo ricchi di doti. Altrimenti non mi spiegherei l’idea delle sardine. Ricostruiamo quel qualcosa che qualcuno ci ha rubato, ma con il buonsenso. Possiamo anche fare una manifestazione senza far svolazzare bandiere e senza criticare nessuno, ma allarghiamo gli orizzonti e proponiamo facendoci le domande. Dobbiamo essere come i bambini che per capire e scoprire hanno bisogno di farsi le domande.

#sardine #blog #italia #politica

Rispondi