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Pensieri generici

Le luci nel 2020. Uno scenario…

Da sempre la luce è un qualcosa di importante, ma soprattutto presente ai nostri occhi. Da quando ci svegliamo la mattina a quando andiamo a dormire la luce è sempre presente. Che sia una luce artificiale o meno, c’è. Pensiamo ai magnifici colori dell’ alba e del tramonto che possiamo ammirare in ogni parte del nostro mondo, dalla città alla montagna fino al mare.

Tramonto visibile da una finestra

E così possiamo immergerci nei ricordi, per osservare le luci dei giochi pirotecnici che chiunque di noi ha visto nella propria vita senza dimenticare nel campo dell’arte come la luce sia un qualcosa di misterioso e simbolico a cui noi possiamo rimanere abbagliati di tanto incanto. Non posso dimenticare il celebre dipinto di Caravaggio del 1600: “La Vocazione di San Matteo” dove la luce che proviene da destra e che si spinge orizzontalmente verso sinistra, crea un effetto che allude alla tangibilità. E così, potremmo continuare con il teatro: la luce diventa indispensabile per illuminare il palcoscenico, i teatranti, la scenografia e altro ancora…

La luce del teatro

Potremmo continuare… esempi visibili li possiamo trovare in ogni momento della nostra giornata. Ma in questo articolo voglio porre l’attenzione sulla luce di una domenica sera di un 25 ottobre 2020. A Verona, diversi manifestanti si sono scagliati nel centro storico lanciando lacrimogeni creando fumo nel centro urbano. Oggi non voglio entrare nel merito di che cosa sia successo bensì su ciò che mi ha suscitato vedendo queste immagini che, in fin dei conti, sono le stesse immagini che può vedere (con la tecnologia di oggi) pure un bambino. Ebbene alcuni manifestanti hanno deciso con la violenza, le urla e con questi colori forti, di annebbiare la bellezza storica e umana che abbiamo intorno a noi. Lo hanno fatto a Napoli, a Roma e di recente a Verona. Mi viene da pensare, in quale altra città, dobbiamo aspettarci ancora tutto questo? Siamo nel 2020, siamo nel secolo dove ormai la violenza non deve esistere nemmeno. Comprendo le decisioni politiche, capisco le frustrazioni delle persone, ma non comprendo tutto questo. Se io deturbo la storia degli antichi che ci hanno tramandato… è un cancellare un pezzo di storia. Quest’ultima si assembla alla storia di oggi. Ed è questa, la storia che andiamo a lasciare al futuro prossimo?

Manifestanti a Verona contro il dpcr del 25 Ottobre 2020

Dobbiamo tornare un po’ al centro delle cose e a ripensare come bisogna manifestare. Ma quale insegnamento diamo? Quale immagine diamo alla generazione che cresce? Quale terrore e paura infondiamo negli altri, specialmente nei più deboli? No… non c’è alcuna spiegazione in tutto ciò. Forse per dare un’immagine ancora più significativa a tutto ciò, mi piace immedesimarmi ad un bambino che abita in un palazzo del centro storico di Verona. Sento urla, fuochi, grida. Mi affaccio alla finestra e vedo queste luci rosse e tutto ciò.

Che immagini tristi. Quali sensazioni ho dentro la mia testa? Non lo so, dovrei tornare bambino per capire, ma senz’altro di paura. Allora, io mi chiedo se tutto questo ha un senso! Certamente non è facile prendere delle posizioni politiche in questo momento così difficile e drammatico. Non è altrettanto facile anche vivere da uomo, da imprenditore, da ristoratore ed etc. questa realtà. Però, non posso nemmeno comportarmi così. E allora quando dico che bisogna tornare al centro, mi piace appellarmi agli educatori e tutti gli insegnanti delle scuole per tornare a insegnare quelli che sono i veri valori, ovvero il senso civico, il senso della storia, il senso della manifestazione. Tornare a insegnare la vera educazione che deve consentire di dare e portare le proprie idee in maniera assolutamente libera, ma con il buon senso.

Imparare a vivere in maniera rinnovata è anche iniziare a tornare a guardarci intorno, ponendo lo sguardo, per esempio, sulle luci. Quella luce che è il segno di un qualcosa di visibile, di bello, che illumina un qualcosa o un qualcuno. Non possiamo permetterci, però, di associare la luce a un qualche cosa di negativo. Torniamo al Centro, torniamo a rivedere le cose con un’altra luce.

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