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Elisa mi vuoi sposare?

Un’amore particolare quello vissuto tra i due deputati. Riviviamo questo momento. Il deputato Flavio di Muro ha chiesto pubblicamente, con un intervento in aula, di sposare una deputata di nome Elisa.

Quando ho visto il video, devo essere sincero, mi sono messo a ridere. Sì, perché non ho trovato senso a tutto ciò. O meglio il senso c’è, ma non riesco ancora a capire alcune dinamiche. Innanzitutto mi immedesimo nella testa del deputato Flavio di Muro. Cosa avrà mai assimilato durante i discorsi che stavano facendo i suoi colleghi, riguardo ovvero ai terremotati, se dentro di sé stava pensando alla proposta pubblica di matrimonio? Probabilmente nulla. Credo allora che questo sia il problema in questione. Come quando eravamo a scuola e con i nostri compagni di banco ridevamo e scherzavamo e l’insegnante ci richiamava alla sua attenzione. E qui è ancora peggio… perché parliamo di governo, di proposte per cercare di far ripartire l’Italia.

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Dopo un po’ di applausi, emozioni che si sono diramate in tutta l’aula, ha preso parola l’onorevole Pezzopane che ha detto parole belle e positive riguardo a quanto era successo. Si è espressa così: “L’amore unisce, vince su tutto”.

Torniamo al Centro! Senza dubbio le parole dell’onorevole Pezzopane non fanno una piega poiché oggi giorno i matrimoni calano e l’idea di unirsi per sempre con il proprio partner ormai è svanita. Siamo di fronte ad una grande e bella testimonianza, cioè quella di sposarsi, quella dell’unione, quella dell’amore. Ma è assolutamente vero che non è possibile fare una dichiarazione di questo tipo in pubblico e di fronte a temi importanti come quello dei terremotati. C’è bisogno di buon senso! Facciamo un’altro esempio: è come se a lavoro andassimo vestiti con il pigiama, a dormire vestiti eleganti, al supermercato vestiti da discoteca e in discoteca in tuta. Vero?

Siamo dunque davanti ad un ribaltamento delle cose. E’ necessario, secondo me, tornare alla serietà che non significa essere seri bensì comprendere quali siano i momenti giusti, contestualizzare i discorsi e i luoghi. Insomma capire che siamo adulti altrimenti la domanda che mi sorge spontanea è: cosa e come insegneremo ai nostri bambini?

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